Problema e soluzione: esempio da scuola di pensiero laterale

Sto studiando tecniche, metodi, approcci alla soluzione di problemi.
Uno di questi metodi è noto con il termine “pensiero laterale”, che fu coniato dallo psicologo/scrittore Edward De Bono (19 maggoio 1933 – Malta): si intende un modo di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto cioè l’osservazione del problema stesso da diverse angolazioni complmentari.

E’ quindi un modo contrapposto a quello tradizionale che prevede la concentrazione su una soluzione diretta al problema.

Tipicamente una soluzione diretta prevede l’uso di logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano le più ovvie. Il pensiero laterale si allontana da questa strategia e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione.

De Bono afferma che, se si affronta un problema con il metodo razionale del pensiero, si ottengono risultati corretti, ma limitati dalla rigidità dei modelli logici tradizionali. Quando serve una soluzione veramente innovativa, mai usata, che apporti una evoluzione rispetto alle pre-condizioni, si deve stravolgere il filo del  ragionamento; partendo dal punto più lontano possibile rispetto al problema, ribaltare i dati, mescolare tra loro le ipotesi, addirittura negare certe sicurezze fino ad affidarsi ad associazioni di idee del tutto casuali.

Il consiglio quindi è quello di: abbandonare il pensiero verticale, basato su lineari deduzioni logiche, per entrare nella lateralità del pensiero creativo.

Esempio da scuola di risoluzione di un problema secondo questo metodo:
In una prima stanza chiusa, c’è una lampadina ad incandescenza. In una seconda stanza, da cui la prima non è direttamente visibile, ci sono tre interruttori. Solo uno di questi interruttori accende la lampadina. Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento, e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può determinare l’interruttore in grado di accenderla?

Le condizioni iniziali sono:
– Lampadina spenta
– Tutti gli interruttori in posizione off

Il vincolo principale è il fatto di poter andare una volta sola nella stanza che contiene la lampadina.

Tra qualche riga c’è la soluzione ma è più divertente fermarsi un momento e provare a risolvere il problema… 🙂

lampadina

lampadina

Soluzione
Si mettono due interruttori (chiamiamoli 1 e 2) su ON, si attende qualche minuto e se ne spegne uno (il numero 1).

Si va quindi subito a controllare la lampadina (che è ad incandescenza)

– Se la lampadina è accesa l’interruttore giusto è il numero 2.
– Se la lampadina è spenta ma calda l’interruttore giusto è l’1.
– Se la lampadina è spenta e fredda l’interruttore giusto è il numero 3.

L’approccio diretto al problema si rivela impossibile: da un punto di vista puramente logico, una lampadina può essere solamente accesa o spenta, quindi essere in uno di due stati possibili.

L’unico modo per risolverlo è utilizzare una ulteriore condizione parallela “fisica” (il fatto che una lampadina accesa si scaldi) che permetta di aggiungere un terzo stato distinguibile dai primi due.

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2 risposte a Problema e soluzione: esempio da scuola di pensiero laterale

  1. Ralph Magpie ha detto:

    Di De Bono ho letto diversi anni fa il libro su sei cappelli per pensare. Posso dire che ha influenzato non poco il mio approccio al proble solving

    Mi piace

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