In ricordo di Andrea Pininfarina: una riflessione

Negli ultimi giorni, per motivi che resteranno strettamente privati, ho rivissuto, ricordato la morte di un grande imprenditore [cavaliere del lavoro], di un artista del design italiano,  di un grande uomo: Andrea Pininfarina (Torino, 26 giugno 1957 – Trofarello, 7 agosto 2008).

Un innovatore [e per me l’innovazione, è una delle declinazioni dell’intelligenza che ci distingue dagli animali].

Vorrei ricordarne la vita e le azioni, le opere derivanti dalla sua testa e della sua azienda, ma oggi mi tornano in mente il giorno della sua morte, l’emozione della città, e le sue esequie.

Quella morte già mi toccò in quanto in quel giorno del 2008 avevo percorso, pure io su 2 ruote, la stessa strada in cui avvenne l’incidente, causato da fatalità e da disattenzione di un terzo.

Ma c’è qualche cosa di più, oggi, che mi resta impresso. Più delle fiancate di una rossa o di uno studio per un interno o un oggetto o un prototipo.

Ci sono delle idee, dei pensieri, delle rilfessioni, una filosofia, una traccia di vita. Me li voglio rileggere.

In particolare voglio tornare a queste parole “Credo che il tempo delle letterine a Gesù sia passato, adesso mi piacerebbe confidarti quali sono i valori in cui credo: l’integrità, l’umiltà e la coerenza“. Sono state scritte dallo stesso Andrea Pininfarina per il libro Lettere a Dio che raccoglie le riflessioni di numerosi imprenditori.

“L’integrità è un insieme di onestà ed etica difficile da trovare nel mondo del lavoro ma che ritengo faccia la differenza così da potersi guardare in faccia la mattina senza rimorsi”.

“Molto sovente chi ha successo tende a guardare indietro più che avanti, ma la vita è come lo sport, ogni partita va giocata con il massimo impegno e con umiltà e ricordandosi ogni volta di partire da zero”.

“La coerenza è un valore poco praticato di questi tempi ma in cui credo molto. Valori – concludeva l’imprenditore scomparso – che mi piacerebbe trasmettere ai miei figli”.

Davanti a questi pensieri penso che questo, in sintesi, è ciò che vorrei aver sentito dire dai miei genitori, ciò che voglio poter dire io, in veste di genitore, ai miei figli, quando saranno un po’ più grandi.

Per lanciarli nel mondo. Da adulti con una loro testa.

Pensieri immersi in ideali costruiti in oltre 80 anni di storia, cultura e lavoro.

Pinin Farina: “Voi mi chiedete che cosa significhi stile italiano. Significa accordo di linee e senso della proporzione, semplicità e armonia di linee, sicché quando è trascorso un tempo considerevole si può ancora notare qualcosa che risulta più vivo del ricordo della bellezza”.

Sergio Pininfarina: “La bellezza della forma è frutto di un profondo impegno teso al raggiungimento dell’alta qualità ed il design tende proprio ad essere il punto d’incontro di forma e tecnologia, di gusto e funzionalità. Nulla pare essere più congeniale al cosiddetto genio italico di questa permanente tensione ad armonizzare bellezza e funzionalità”.

Andrea Pininfarina: “La sfida per noi è mantenere alta la qualità. Nei prossimi anni bisognerà sfrondare le auto di tutto ciò che non è essenziale, tornando alla funzionalità. E per fare ciò è necessario coniugare creatività ed innovazione”.

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