Regola della velocità di percezione dell’errore

Per forma mentis, mi piace (ma anche a moltissimi colleghi) dimensionare tutto: dal qualitativo al quantitativo (con i limiti del caso).

La regola di oggi: più un errore è grave e minore è il tempo che passa tra sua generazione ed istante in cui ne accorge l’utente.

Corollario 1: l’utente di cui sopra è di un livello gerarchico direttamente proporzionale all’entità dell’errore

Corollario 2: Più un errore è grave è più tende a verificarsi verso l’orario di uscita.

[Variante 1: più un errore è grave è più tende a verificarsi durante il weekend.]

[Variante 2: Più è interessante la prospettivà di una serata non lavorativa e più è probabile che si verifichi un errore.]

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5 risposte a Regola della velocità di percezione dell’errore

  1. emajoy ha detto:

    Per ogni utente c’è almeno una possibilità di errore…

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  2. interrotta ha detto:

    io questo post lo appendo in ufficio 🙂

    I.

    Mi piace

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