Citazione di Einstein e sua validità per il futuro

Data questa citazione di A. Einstein “Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno” oggi mi chiedevo: questa sua previsione sarà mai smentita [o meglio, avendo fede nel progresso scientifico: superata]?

Cosa è l’intelligenza? Non ne esiste neppure [per fortuna] una definizione univoca.

Deduzione, ragionamento, problem solving. Non bastano.
Rappresentazione della conoscenza e possesso di una ontologia dell’ambiente in cui l’intelligenza agisce [“vive” rischia per ora di essere un termine troppo forte] unite ad apprendimento, eventualmente automatico.

Già arrivare ad una macchine che possa “ragionare”, pianificare, imparare, percepire, comunicare e manipolare oggetti è un traguardo ambiziosissimo.

Ancora più a lungo termine: realizzare macchine dotate di un’intelligenza generale, secondo l'”ipotesi dell’intelligenza artificiale forte”, teorizzata da John Rogers Searle, per sostituire in tutto e per tutto un cervello umano.

Ad esempio, nel luglio 2013, ConceptNet 4,  un sistema di intelligenza artificiale sviluppato al M.I.T, è arrivato a replicare alcune capacità di un bambino di 4 anni.
http://news.uic.edu/a-computer-as-smart-as-a-four-year-old

Ma, come ammette lo stesso Robert Sloan, professore di informatica alla University of Illinois at Chicago, e autore dello studio del sistema sopra citato, i risultati di ConceptNet 4 sono stati “drammaticamente peggiore rispetto alla media” sulla comprensione,  sul “perché” delle cose [mentre sono stati molto buoni sulla padronanza del linguaggio e sull’identificazione di similitudini].

Probabilmente l’intelligenza artificiale diverrà un’intelligenza “diversa” da quella umana.

Probabilmente comparabile, a livello di risultati ottenibili, in molti campi in cui è necessario applicare capacità di scelta basate sull’esperienza derivante da casi precedenti, da nozioni generali e da “ragionamento”.

Ma, per tornare alla domanda iniziale, una macchina potrà mai porsi un problema?

Questi studi mi affascinano da morire!

 

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10 risposte a Citazione di Einstein e sua validità per il futuro

  1. deborahdonato ha detto:

    La riflessione cibernetica sull’intelligenza, da Wiener in poi, ha avuto una sua funzione, ma credo che oggi abbia messo in luce tutti i limiti del suo paradigma. Innanzitutto l’equiparare l’intelligenza on il computare, isolandola totalmente dalle altre attività cerebrali (quelle affettive, ad esempio). E poi, oggi molti neurofisiologi, ad es. Maturana, puntano sul concetto di autopoiesi, come la vera ifra che differenzia il cervello umano da quello artificiale.
    Si, ho parlato come il mio meccanico, lo ammetto.

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    • dv8888 ha detto:

      Il tuo meccanico lo capivo al volo… 🙂

      Sono studi affascinanti.
      Già avere un set di definizioni di intelligenza, fondibili tra loro, miscelabili, sarebbe un bel punto di partenza.
      Il computare è abbatanza evidente, ad oggi, che non basta assolutamente.
      Autopoietico mi fa tornare ai tempi di giurisprudenza (applicato al sistema giudiziario o al notariato).

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      • deborahdonato ha detto:

        Ifatti Luhmann lo riprende proprio da Maturana e lo applica al diritto.

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        • dv8888 ha detto:

          ne è passato di tempo…. snif… 😦

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          • deborahdonato ha detto:

            Possiamo puntare sull’eterno ritorno, ma non so se ci conviene …

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          • dv8888 ha detto:

            No, non ci conviene.
            Preferisco pensare che tra 100 anni circa sarò tornato ad essere atomi di ossigeno, carbonio, azoto, potassio, ecc
            e che un maiale emiliano ne mangerà un po’ e dopo 4/5 anni diventerà un succulento panino con il crudo che alimenterà il cervello ed il corpo di qualcuno…

            DanCiclico

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          • deborahdonato ha detto:

            Ma pensa tu…. Io mi chiedo il momento esatto invece in cui dire di sì alla vita, di chiederle di ritornare, uguale a se stessa, per sempre.
            Si. Nietzsche dopo cena puó avere effetti collaterali, ma è una delle pagine più inebrianti dello Zarathustra. Il piacere vuole eternità

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          • dv8888 ha detto:

            mmmmmhhhh… mi sfugge il significato di questa tua frase: vuoi riavvolgere il tempo?
            Il piacere vuole eternità? Ripetendosi uguale (come riascolando le Goldberg?)

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          • deborahdonato ha detto:

            No, non lo voglio riavvolgere. Se pensassimo che ogni attimo che viviamo lo dobbiamo rivivere in eterno, conferiremmo ad esso un’impronta di magnificenza. Allo stesso tempo, vi sono attimi nella nostra vita in cui abbiamo chiesto al tempo di fermarsi e di ritornare. Se fossimo disposti a rivivere tutto, vuol dire che ameremmo a fondo la nostra esistenza ( amor fati)

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          • dv8888 ha detto:

            mmmmhhh… forse intuisco qualcosa di quello che intendi.
            Mi viene da aggiungere che, se fossimo disposti a rivivere tutto il vissuto, nel nostro futuro esisterebbe di nuovo solo il nostro passato.
            Mentre, per lo meno per me, il futuro è il luogo dell’impegno e della speranza, del risultato, del vivere.

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