HP presenta “The Machine”

Capperi che notizia: Hewlett Packard ha appena annunciato un “oggetto” che nelle sue intenzioni dovrebbe reinventare il paradigma del computing: lo ha chiamato “The Machine“; è stato presentato pubblicamente per la prima volta, dopo anni di lavoro, durante l’evento “Discover 2014” di settimana scorsa.

Questo genere di notizie mi emoziona moltissimo! Vediamone alcuni dettagli.

La missione che HP vuole affrontare è riassumibile in “reinventare il computer, sia sotto il profilo hardware che software”.

“Usiamo la stessa architettura, e lo facciamo allo stesso modo, da decenni”, ha detto Martin Frink, direttore tecnologico di HP. Il 90% di ciò che fanno oggi i sistemi operativi e i processori è solamente “rimescolare dati tra differenti livelli di archiviazione”.

La Ceo di Hp, Meg Whitman, ha descritto il progetto in questione, “The Machine”, come un’innovazione che cambierà la storia dell’informatica, soprattutto sulla gestione dei dati, attualmente prodotti a ritmi sempre più vertiginosi; un nuovo computer progettato totalmente da zero basato su cluster di processori specializzati piuttosto che tanti core “general purpose”. A collegare il tutto ci penserà la fotonica – la luce – piuttosto che dei fili in rame. Infine, non si useranno hard disk o SSD ma memristori in pool, memorie veloci quanto le RAM ma capaci di archiviare dati in modo non volatile [anche senza essere alimentati].

[I memristori sono definibili come una sorta di combinazione fra Dram e tecnologie flash memory: promettono storage a super velocità con costi minimi].

The Machine, prosegue Whitman, “non è un server, un notebook o un mainframe ma un continuum che include tutti questi elementi”. Si tratta di un nuovo paradigma.

La frase, per me, migliore che sintetizza il funzionamento di The Machine è questa: “Gli elettroni calcolano, i fotoni comunicano, gli ioni archiviano.”

HP "The Machine" modulo di memoria

HP “The Machine” modulo di memoria

A livello software, inoltre, Hp si impegnerà a sviluppare un sistema operativo ad hoc basato su Linux, quindi open source, ottimizzato per l’uso di sistemi di memoria non volatili, con la rimozione di tutte le funzionalità “inutili” che servirà a far funzionare questa architettura ma ha parlato anche di una versione ottimizzata di Android, già in fase di progettazione, che porterebbe gli smartphone di futura generazione ad una capacità di storage di 100 TB.

Una altra frase che sintetizza bene la portata rivoluzionaria del progetto è la seguente: si tratta di una soluzione in grado di “gestire insiemi di dati di enormi dimensioni, archiviarli e manipolarli usando moltissima energia in meno per bit o per sessione calcolo”. Un singolo modulo di “The Machine” potrà gestire 160 petabyte di dati in 250 nanosecondi, con un hardware circa 6 volte più potente di un server esistente e un consumo di energia 80 volte inferiore.”

Vincere la sfida dei “Big Data” [e dell’internet di nuova generazione la cosiddetta “Internet delle cose”] consiste nel trovare la formula di computing più adeguata per archiviarli e gestirli senza far aumentare costi, tempi e consumi.

Un esempio: “Immaginate di avere di fronte una dashboard in grado di visualizzare ogni aspetto delle vostre operazioni aziendali in tempo reale. Oppure un medico che confronta i vostri sintomi e la genomica con ogni altro paziente nel mondo istantaneamente senza barriere linguistiche e violazioni della privacy”, ha affermato Meg Whitman.

Non fa venire la pelle d’oca?

Il Cto di HP, Martin Fink, è entrato poi nello specifico dei benefici di “The Machine” rispetto all’attuale:
-77% degli oneri di gestione dell’It
-89% di energia consumata
-80% di spazio richiesto
semplicità d’uso che non ha eguali rispetto ai sistemi attuali

Frink ha richiesto che il 75% del personale degli HP Labs sia dedicato a The Machine e, a quanto pare, la Whitman gli ha dato carta bianca.

La sua sperimentazione è fissata per il 2015 [anno in cui HP dovrebbe avere i primi campioni di memristori] e dal 2016-2018 dovrebbe diventare un prodotto commerciale; personalmente non mi stupirei nel vedere ritardi in questo progetto, ma data la sua visione rivoluzionaria aspetto volentieri.

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3 risposte a HP presenta “The Machine”

  1. Man from Mars ha detto:

    Mmmh… “Person of Interest” l’hai visto? Mi sembra un’idea spaventosamente simile a quella di HP.
    Certo una vera scossa nel campo HW ci vorrebbe, ormai dovremmo essere vicini ai limiti tecnici delle attuali tecnologie produttive per i transistor. A parte gli SSD non c’è molto altro di sostanziale che spinga in alto le prestazioni di un pc moderno.

    Mi piace

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