Sfida personale delle 100 idee: parte 1

Ecco le 10 idee, o presunte tali, di oggi (tra parentesti l’ambito di applicazione, all’interno del domini automotive).

L’ordine è assolutamente casuale, come se fosse la trascrizione di un brainstorming.

Non posso ovviamente non infilarmi nei macro temi del futuro su cui si stanno muovendo i produttori come la guida autonoma, la connettività globale, l’intelligenza artificale, i nuovi materiali, la sicurezza proattiva, le auto elettriche e la ibridizzazione dei propulsori.

E’ una lista a scopo ludico, solo per dimostrare a se stessi che si può tentare di proporre 100 idee in 10 giorni.

1. (Safety attiva): specchietti retrovisori esterni con bordo catarifrangente per far si che i relativi ingombri siano meglio percepibili da chi guida altri mezzi.

2. (Auto elettrica): sistema automatico di ricarica, quando si parcheggia un veicolo eletrico in una area dedicata in parcheggi pubblici, aeroporti, condomini, semafori, ecc. costituito da sensori posizionati sotto al veicolo che riconoscono di essere in tale area e si agganciano magneticamente alla stazione erogante, staccandosi automaticamente quando si riparte. Il discorso della fatturazione della corrente all’utilizzatore va valutato caso per caso.

4. (IoT): dispositivo da applicare aftersale su ogni veicolo, sufficientemente moderno cioè dodato di elettronica di bordo “standard”, che identifichi la vettura e rilevi i suoi parametri di funzionamento.
Li unisca a coordinate geografiche e li spedisca ad un servizio internet che consenta quindi di tracciare, in real time, posizione ed uso del mezzo.
– In modo anonimo per il monitoraggio traffico e funzionamento semafori ed altri dispoisitivi
– In modo non anonimo per consentire al proprietario della vettura di sapere esattamente dove essa si trova (pensiamo al caso di un genitore che vuole sapere dove è il figlio neopatentato)
– In modo non anonimo per gestire una nuova generazione di servizi tra cui antifurti, polizze RC personalizzate, certificazionei del kilometraggio effettivo, servizi di car sharing e noleggio.
I problemi di privacy del mondo IoT in questo momento lasciamoli fuori dal discorso.

3. (safety attiva): data l’esistenza di telecamere posteriori usate in fase di manovra, utilizzarla anche durante la marcia normale per rilevare la distanze dal vecoli che ci segue attivando una segnalazione percebilile dal guidatore di veicolo. Questa idea richeide la presenza del sistema di identificazione vettura del punto 3.
Il giorno che ci sarà diffusione di telecamere anteriori ovviamente si rivede la architettura di segnalazione.

5. (Salvaguardia ambientale): sistema di intrappolamento delle polveri rilasciate da pasticche e dischi freno che sono una fonte di inquinamento pericolosa, la cui generazione è tipicamente concentrata in città.

6. (Comfort di bordo): su station wagon, a bagagliaio vuoto, il posto centrale del divano posteriore potrebbe essere costruito in modo da diventare una cuccetta allungabile tipo poltrona del dentista, sfruttando lo spazio disponibile nel bagagliaio.

7. (Mobilità urbana): dotare ogni vettura di un segway (o dispositivi simili, magari anche più comodi come potrebbe essere “ovuli monoposti climatizzati”, vendibile come optional, comodamente ripiegabile in apposito vano, mantenuto carico, per invogliare l’utente a lasciare il veicolo in parcheggi di interscambio posti alle periferie di città. Anche un incavo per bicicletta ripiegabile avrebbe il suo perché.

8. (Mobilità urbana): veicoli monoposto agganciabili in sequenza uno all’altro di cui solo alcuni tirano il “trenino” che si viene a formare e che, ad ogni semaforo, si ricostituisce agganciando e sganciando le capsule che condivideranno il successivo tratto di strada.

9. (Sfruttamento infrastrutture esistenti): sistemi di gestione delle barriere centrali poste tra le 2 carreggiate di strade/autostrade sufficientemente larghe in modo da dedicare, sulla base del traffico del momento, il numero di corsie più adatto, in quel momento, al singolo senso di marcia.

10. (Salvaguardia ambientale): le case automobilistiche, penso prevalentemente a quello di lusso, potrebbero, soprattutto in certi stati in cui la cultura della salvaguardia ambientale è più forte e matura, dotarsi di una immagine “green” (verde suona troppo blando 🙂 ), e giustificare il fatto che i propri veicoli inquinino di più di altri della concorrenza, adottando un programma di “ripopolamento alberi”.
In questo modo andrebbero a “saldo 0 per quanto riguarda la generazione di CO ed altri inquinanti”.
Ogni tanto mi riguardo la pagina della “open source car”: https://en.wikipedia.org/wiki/Open-source_car

con un occhio di riguardo per il progetto Tabby:
https://www.osvehicle.com/

che sogno di potermi produrre in garage, stampandomi con una stampante 3D carrozzeria ed interni 🙂

Per oggi 10 fatte, a lunedì.

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16 risposte a Sfida personale delle 100 idee: parte 1

  1. Bloom2489 ha detto:

    Mi ha colpita il punto 9, non sarebbe male ma… è costosissimo!

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    • dv8888 ha detto:

      Chiediamo se è più o meno costoso della costruzione di una nuova strada o dell’ allargamento di una già esistente?
      Con il vantaggio di rendere le due carreggiate più adatte al flusso veicolare (sto pensando a casi di strade usate da pendolari).
      Dan

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      • Bloom2489 ha detto:

        Il fatto è che si tratta di un tipo di tecnologia che deve essere messo in conto a priori. Lo dici tu stesso, servono carreggiate sufficientemente larghe, per cui già in progettazione vanno considerate, non credo si possa fare una cosa del genere su strade già esistenti. Poi quando le barriere sarebbero in posizione da restringere la carreggiata perché c’è poco traffico cosa se ne fa dello spazio in più?
        Altro punto… Servirebbero dei sistemi di controllo del traffico in tempo reale davvero sofisticati, le code si creano in tempi brevissimi, forse non ci sarebbe nemmeno il tempo di spostare le barriere senza causare ulteriori disagi alla circolazione..
        Scusa per ‘l’attaccamento’ ma la cosa mi aveva incuriosita (:

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        • dv8888 ha detto:

          Ciao, apprezzo parecchio questa discussione.
          Pensiamo a strade con almeno 4 corsie già esistenti dove ci sono flussi di pendolari mattina verso città e sera in uscita.
          Alla mattina si potrebbero dedicare 3 corsie in ingresso e alla sera 3 in uscita.
          Non è in real time.
          Dan

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          • Bloom2489 ha detto:

            Capisco… In un’analisi benefici/costi quei picchi di traffico di durata breve se pensi alle ore di esercizio di un’autostrada in un anno non giustificherebbero una spesa del genere… Anzi, rientrano pure in un certo rischio di progettazione. Quando si pensa ad un intervento prima di tutto si agisce a livello di pianificazione e gestione dei flussi di traffico, proponendo alternative a livello di mobilità.
            Un’altra cosa: se aumenti la capacità di un’infrastruttura aumenti anche la domanda di utenti che chiedono di utilizzarla. Per cui alla fine ti ritrovi punto e a capo…

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          • dv8888 ha detto:

            direi che i picchi di traffico in certe vie (penso in questo momento a 3 esempi: uno svincolo autostradale, una strada di medio/alto scorrimento in una grande città che porta verso il centro, una tangenziale di una cità) sono strutturali e ripetitivi. Quindi vale farci una pensata.
            Nell’analisi costi e benefici ci sono da considerare parecchi aspetti e mi sa che l’esempio dell’autostrada non sarebbe redditizio.
            Il discorso della pianificazione dei flussi certo che arriva prima ma, per certi scenari, non è detto che un problema di eccessiva congestione sia risolvibile.
            Aumentando la capacità di una infrastruttura direi che la richiesta di usarla da parte della utenza tipicamente sale, ma ad un certo punto si ferma: però direi che ora serve stare concentrari sul concetto di “è più conveniente una idea tipo spartitraffico variabile o corsia dinamica o la creazione di una altra strada (o altre soluzioni)”?

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          • Bloom2489 ha detto:

            Se la domanda cresce e si crea di nuovo l’ingorgo il risultato è che si son spesi un sacco di soldi senza risolvere nulla. Se dovesse capitare che l’ingorgo non si smaltisca in tempo lo spartitraffico non potrebbe tornare nella posizione originale causando code anche nell’altro senso di marcia. Insomma… troppo complicato secondo me 🙂
            Alla tua domanda non si può rispondere secondo me senza dei dati alla mano… credo che comunque non si tratti di una tecnologia che si può installare su strade esistenti, già dimensionate per accogliere una certa utenza.

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          • dv8888 ha detto:

            Interessante l’osservazione che se non smaltisco ingorgo in un senso, quello a capacità potenziata si potrebbe generare un ingorgo anche in senso opposto.
            Come in quasi tutte le analisi bisogna ragionare in stile ingegneristico con una modellazione del problema e ragionare davanti a dei numeri.
            Mi piacerebbe modellare una certa sezione della tangenziale di Modena che ben evidenza casistiche di flussi pendolari

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          • Bloom2489 ha detto:

            Esattamente, l’importante è l’approccio che deve essere quello giusto 🙂

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          • dv8888 ha detto:

            Alla nascita di idee lasciamo carta bianca ma alla valutazione tecnica di fattibilità e convenienza diamo vincoli seri e matematici.

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          • Bloom2489 ha detto:

            Se posso.. che lavoro fai?

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          • dv8888 ha detto:

            Certo. Il mio cv è pubblico ed è visibile su LinkedIn. Basta che cerchi con il mio nome :Daniele Vanoncini.

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          • Bloom2489 ha detto:

            Verrò a trovarti 🙂

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          • dv8888 ha detto:

            Ottimo. Quando e dove?

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          • Bloom2489 ha detto:

            Si intendeva su linkedin

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          • dv8888 ha detto:

            Ok, pensavo o che avessi in previsione una assunzione o una consulenza

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