Sfida personale delle 100 idee: parte 2

Ecco la seconda serie di idee, o presunte tali.

Non mi sembrano un granché ma oggi sono stato assorbitissimo dal lavoro, e queste derivano da una sessione di circa 20 minuti e 1 idea ogni 2 mi sembra accettabile (anche se alcune me le sono pure autocommentate, cazziandomi).

11. (Recupero energetico): Tappezzare i bordi di autostrada e strade a grande e veloce scorrimento di pale attivate dall’aria mossa dai veicoli. Variante: invece di usare pale eoliche si potrebbe usare dispositivi bimetallici che generano corrente quando agitati, le cui “foglioline” verrebbero agitate dal vento (e forse anche dal rumore) generato dai veicoli.

12. (Tutela dell’acquirente ed aspetti di tenuta del valore del marchio). “Sure KM” servizio centrale ed universale di “certificazione dei km percorsi” che tuteli, come terza parte l’acquirente di un mezzo. Estensione: potrebbe anche certificare tutte le casistiche rilevanti come ad esempio gli incidenti in cui è rimasto coinvolto il veicolo.

13. (Safety attiva infrastrutturale): “High Visibility line”. Sistema di segnaletica orizzontale basato su led o su vernice fosforescente capace di raccogliere luce durante il giorno e restituirla durante la notte, in modo da rendere meglio visibile la segnaletica stessa.

14. (Safety attiva infrastrutturale): usare sistemi di illuminazione o la vernice del punto 13. (di cui va verificato efficacia, costo e durata) per i cartelli stradali di pericolo. In alcuni casi è più efficace, visivamente parlando, evidenziare il simbolo del cartello piuttosto che illuminare la zona dove esso è posizionato (penso al cartello di: “pericolo massi” o “pericolo caprioli che atraversano”).

15. (Mobilità urbana): “Vertical car” Nei centri urbani ad altissimo affollamento o a ridottissima area utilizzabile dove il parcheggio è un problema si potrebbero adottare delle soluzioni di “verticalizzazione” del veicolo quando è parcheggiato in modo da ridurne l’ingombro di suolo (so già che costa un botto per recuperare pochi mq). Probabilmente sovrapporre 2 veicoli uno sull’altro è mediamente più efficace, per nonparlare del fatto che nell’interno dell’auto gli oggetti cadrebbero e pure i vari serbatoi e coppe andrebbero progettati tenendo conto di questa esigenza. Ma vuoi mettere parcheggiare una BMW 750 in verticale in modo che ingombri poco più di una smart? 🙂

16. (Mobilità urbana pedonale): “Marciapiedi mobile”. trasformare i marciapiedi di determinate tratte popolosissime (mi viene in mente ad esempio Viale Buenos Aires a Milano) di marciapiedi mobili, come le scale mobili. Mi sembrano una alternativa valutabile per chi percorre poche fermate di una metropolitana (anche se il movimento sarebbe probabilmente attorno a 10km/h per problemi di sicurezza degli utenti).

17. (Recupero energetico): “Asfalto frenante”. Una automobile in discesa trasforma la sua energia potenziale in cinetica. Si potrebbe sfruttare, solo per la discesa, tale aspetto, pavimentando la strada con un asfalto a deformazione controllata (non sto dicendo che esiste, lo immagino e basta) che quando viene schiacciato genera energia elettrica. Proprio per il fatto che serve energia per deformarlo, si estrae tale energia dal moto del veicolo, rallentandolo. Se l’auto fosse elettrica ovviamente essa la recuperebbe in modo più efficace con un proprio volano e/o dinamo, ma per una termica tradizionale mi piacebbe valutare quanta energia si può recuperare. (Immagino un materiale non appiccicoso ma a deformazione controllata. Il concetto è simile a quello che avviene con certi tipi di pavimentazioni, mi dicono presenti in alcune stazioni di metropolitane inglesi, dove sotto al pavimento ci sono attuatori che trasformano la pressione dei passi delle persone in energia).

18. (Safety attiva infrastrutturale): “Strisce pedonali attive”. Sulle strisce pedonali, non associate ad un semaforo e magari in zone poco illuminate, utilizzare un sistema di sensori che illumina la “zolla di asfalto” su cui sta camminando la persona, mostrando chiaramente la sua posizione alle auto che sopraggiungono.

19. (Infrastrutture 2.0): “Caffè, Battery, go!”. La stazione di servizio 2.0 in cui, quand si arriva con una auto elettrica, a si parcheggi in apposita area, si prende un caffè ed intanto un braccio meccanico sostituisce la mia batteria scarica con una nuova e carica (come quando 100 anni si cambiavano i cavalli”.

20. (Recupero energetico): un sistema che, nei parcheggi di metropolitane, alberghi, aeroporti, ecc. quando arriva un veicolo con motore termico si collega telematicamente ad esso, chiede al sistema di bordo la temperatura di varie componenti. Se tale temperatura supera un certo valore, vi collega una coppia di spinotti ad incastro che immettono un liquido che va ad occupare una circuito appositamente predisposto attorno alle pareti più calde di motore, impianto di raffreddamento e di scarico innalzando la temperatura di questo liquido che poi, post sganciamento dal veicolo, può essere usato come fonte di energia termica

A domani, sperando di non fare notte in ufficio, ed avere tempo per pensarne altre 10 🙂

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