Tra fantascienza, robotica, filosofia e metafisica

Voglio riportare una vetta filosofica e metafisica tratta dall’episodio “La misura di un Uomo” (titolo originale “The Measure of a Man”) della serie di fantascienza Star Trek – The Next Generation andato in onda per la prima volta nel 1989.

Una premessa: in tale serie c’è il personaggio “Data” che è un androide con il ruolo di secondo ufficiale ed ufficiale scientifico della nave spaziale Enterprise.

Data - StarTrek - The Next Generation

Data – StarTrek – The Next Generation

Data è quindi una forma di vita artificiale, costruita appositamente per sembrare umana.
Il suo ruolo è simile a quello del Dr. Spock della serie originale di Star Trek ed il suo modo di pensare è totalmente basato sulla logica e questo è il punto in comune tra Data e Spock.

La sostanziale differenza tra loro due è che mentre Spock arriva a sopprimere, annullare i propri sentimenti, Data – al contrario – vuole tendere a diventare totalmente umano, e quindi riflette sui propri sentimenti senza nasconderli a sé stesso ed ai terzi.

Data ha un profondo desiderio di diventare umano.

Il punto cardine dell’episodio “La misura di un uomo” è un processo, nel senso giuridico del termine, di cui poi entreremo nei dettagli.

Ma perché si arriva ad un processo? La spiegazione deriva dalla trama, che è la seguente.

Bruce Maddox è uno studioso di robotica e cibernetica e fu l’unico (in un altro episodio) ad opporsi all’ingresso di Data nell’organico della flotta stellare.
Bruce, in questo episodio, chiede ed ottiene l’assegnazione di Data al suo laboratorio per poterlo analizzare. La sua intenzione manifesta è quella di voler studiare il cervello di Data per capire come sono stati risolti alcuni problemi di ingegnerizzazione ma la vera intenzione nascosta è quella di disattivare Data e disassemblarlo per arrivare in fine a replicarlo.

Data rifiuta l’assegnazione con una motivazione logica – logica come suo solito: secondo lui Bruce non ha le competenze tecniche per svolgere questa procedura di analisi in modo sicuro.

In conseguenza a ciò Maddox si rivolge a un giudice per ottenere in modo coatto la collaborazione di Data ed insiste nel portare avanti le sue pretese ritenendo che Data non sia un essere senziente, che appartenga alla Federazione e che non possa rifiutarsi di essere esaminato.

Il Capitano Jean-Luc Picard, in privato, cerca di convincere Data a sottoposi alla procedura di analisi, ma non riesce a convincere l’androide.
Una prima potenziale soluzione extragudiziale potrebbe essere quella di convincere Data a dare le dimissioni dalla flotta. Ma tale strada non si concretizza.

A questo punto della trama si arriva al processo che citavo inizialmente, con i seguenti ruoli:
Imputato: Data
Controparte accusante: Maddox
Avvocato di Data: Jean-Luc Picard
Pubblica accusa che fa gli interessi di Maddox: Comandante Riker (a malavoglia in quanto amico di Data)
Giudice: Philippa Louvois

Questa che segue è la parte più affascinante – almeno per me – di questo episodio, soprattutto per le citazioni che seguiranno.

Fase 1 del processo: l’accusa
Riker dimostra che Data è un essere costruito dall’uomo e arriva a staccargli una mano per dimostrare che è composto da parti metalliche.

Segue una pausa durante la quale Picard, parlando con altre persone, si rende conto che una sconfitta del suo assistito potrebbe avere conseguenze future molto gravi al punto di arrivare a creare una “razza usa e getta” di nuovi androidi.

Fase 2 del processo: la difesa
Picard inizia la difesa in questo modo:
“Il comandante Riker ha dimostrato che il comandante Data è una macchina; lo neghiamo? No, perché non è rilevante – anche noi siamo macchine, anche se di un altro tipo. Il comandante Riker ha anche dimostrato che Data è stato costruito da un uomo; lo neghiamo? No. I bambini sono costruiti dai mattoni del DNA dei loro genitori. Sono una proprietà di qualcuno per questo?”

Continuando nella sua spiegazione arriva a far riconoscere che Data è quanto di più umano possibile, e che si avvicina al concetto di essere senziente con caratteristiche di intelligenza ed autocoscienza. Il concetto di consapevolezza di sé viene ritenuto troppo ambiguo per determinare se Data ne sia dotato o meno.

Seconda citazione da brividi:
“Vostro onore, l’aula è un crogiolo; in esso bruciamo, fino a farle sparire, tutte le impurità fino ad avere un prodotto più puro: la verità, valida per sempre. Se ora il comandante Maddox, od altri come lui, dovesse riuscire a replicare il comandante Data, determinerà come teniamo in considerazione questa creazione del nostro genio. Andrà oltre quest’aula e questo androide. definirà per sempre che genere di persone siamo e quello che è destinato a fare. Plasmerà per sempre i confini delle libertà personali all’interno della Federazione: estendendole per alcuni, riducendole drammaticamente per altri. È pronto a condannare il comandante Data – e tutti quelli dopo di lui – alla schiavitù? Vostro onore, la Flotta Stellare è nata per andare alla ricerca di nuova vita: be’, eccola lì, la nuova vita. In attesa.”

Fase finale del processo: il verdetto
A questo punto il capitano-giudice Louvois così decide:
“È seduto di fronte a me e mi guarda, e non so cosa sia. Questo caso ha avuto a che fare con la metafisica, con domande che è meglio rivolgere ai santi ed ai filosofi. Non sono né competente né qualificata per rispondere. Devo stabilire una regola e cercare di parlare per il futuro. Data è una macchina? Sì. È di proprietà della Flotta Stellare? No. Ci siamo concentrati su questo punto di base: Data ha un’anima? Non lo so. Non so nemmeno se ce l’ho io! Ma devo dargli la libertà di poterlo scoprire da sé. Questa è la deliberazione di quest’aula che il tenente comandante Data ha la libertà di scegliere.”

Sostanzialmente qui finisce l’episodio e non credo di poter aggiungere null’altro che non stoni.

 

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5 risposte a Tra fantascienza, robotica, filosofia e metafisica

  1. wwayne ha detto:

    Visto che condividiamo la passione per la fantascienza, ti consiglio caldamente questo libro: http://www.fratinieditore.it/volo_su_titano.html. L’ho adorato alla follia.

    Mi piace

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