Parole frenate: esercizio di variazioni

Devo fare pratica. E’ una delle principali considerazioni dei 3 post precedenti.
Pratica mirata, sui miei punti deboli. Inizio ora affrontando il tema dei dialoghi.

Esercizio: 30 minuti. Scrivere quante più possibili variazioni su un dialogo minimale.
Devono vertere, di volta in volta, su una sfumatura che voglio dare a tale dialogo.
Posso modificare sia  il testo del dialogo – tenendo ferme le parole iniziali – che gli elementi descrittivi della situazione ma senza allungare troppo il testo, restando nelle 3 righe circa. Senza stravolgere la situazione.

Il concetto di base del dialogo originale eccolo esposto nella sua forma più primitiva e scarna possibile, senza emozioni, dettagli, divagazioni.

– Sei pronta? – Le chiese lui.
– No. – Rispose lei.

Volutamente banali, sia il dialogo che la situazione che si svolge tra 2 personaggi secondari: un uomo ed una donna adulti – Antonio e Silvia – in una casa qualunque, epoca contemporanea. Devono uscire (per una cena, perché sono inseguiti, perché si annoiano, perché hanno un appuntamento, per scappare ad un disastro naturale…).

Variazione 1: sfumatura “tranquillità”.

– Silvia, se sei pronta possiamo uscire. – Disse gentilmente lui, avvicinandosi alla finestra e guardando lo scarso traffico della sera.
– Non ancora. Ma che fretta c’è? – Rispose lei, sorridendogli tranquilla.

Variazione 2: sfumatura “apatia”.

– Che pacco qui Silvia, partiamo. Sei pronta? – Disse Antonio di malavoglia grattandosi la barba sporca e irsuta. La vecchia sedia cigolò sotto il suo peso.
– Non ora, non ho voglia. – Rispose lei, senza neppure fare un accenno di movimento mentre con lo sguardo seguiva le ombre delle foglie sulla parete.

Variazione 3: sfumatura “ambiguità”.

– Sei pronta? – Le chiese lui, tirando le tende.
– No. Sai… fuori fa caldo. – Sorrise lei, scoprendosi una spalla e sapendo benissimo che non sarebbero usciti.

Variazione 4: sfumatura “Noir 1”.

– Ci troveranno. Qui non siamo al sicuro. Andiamo. Sei pronta? – Sbottò Antonio madido di sudore. Le labbra tremavano.
– Non ora. Sta’ zitto e fammi pensare.  – Sibilò lei, ripulendo il calcio della sua pistola dai grumi di terra e sangue.

Variazione 5: sfumatura “Noir 2”.

– Sei pronta? Passiamo dalla finestra. – Sussurrò Antonio sbirciando oltre la tenda. Aveva una mano insanguinata ma ora non pensava che le sue tracce di sangue un qualunque Bloodhound le avrebbe potute seguire per chilometri senza difficoltà.
– Non ora, cretino, hai scelto tu questo buco. – Rispose lei, stringendo per le mani le sue ultime pallottole.

Variazione 6: sfumatura “fretta 1”.

– Muoviti! Sei pronta? – Sbottò Antonio nervoso. Sapeva che non poteva tardare.
– No. Chiamali. – Rispose lei, cercando tra i fogli della scrivania.

Variazione 7: sfumatura “fretta 2”.

– Dai che è tardi. sei pronta? – Antonio la spinse verso la porta. Stava già cercando le chiavi dell’auto.
– No. Devo ancora sentire mio padre.  – Rispose lei, tornando alla sedia.

Variazione 8: sfumatura “ansia”.

– Siamo già in ritardo. Sei pronta? – Chiese per la terza volta Antonio guardando l’orologio. Pensava alla metropolitana. 18 fermate in orario di punta.
– No. Arrivo. – Rispose lei. Voleva solo del buio, l’emicrania le spaccava la testa in due.

Variazione 9: sfumatura “panico”.

– Non ce la faremo mai. Sei pronta? Io no. – Antonio si sfregava le mani. Non riusciva a pensare.
– No, Io lì non ci torno! – Rispose lei arretrando fino a schiacciarsi contro la parete insanguinata.

Variazione 10: sfumatura “incazzatura”.

– Dai sbrigati, cazzo stai facendo? Sei pronta? – Urlò Antonio. Aveva sempre una vena enorme sul collo quando urlava. Viola e pulsante.
– No, no, NO! Basta – Rispose lei, raccogliendo borsa e telefono.

Variazione 11: sfumatura “dubbiosa”.

– Sei pronta? Potremmo uscire… – Antonio titubava anche questa volta. Eppure le condizioni erano ideali.
– No, forse sai non è il momento.  – Silvia giocava con la sua collana. Arrossì.

Variazione 12: sfumatura “stanchezza di coppia”.

– Saranno già tutti arrivati. Sei pronta?  – Le chiese Antonio controvoglia. In quel momento si sentiva troppo vecchio per qualunque cosa che non fosse dormire.
Ci pensò un po’ – No. – Era un no secco e Silvia si girò dall’altra parte.

Variazione 13: sfumatura “finta gentilezza”.

– Sei pronta?  – Le chiese Antonio con il più falso sorriso che poteva mostrare.
– No, dammi 10 minuti. – Silvia rispose dolce, ma sapeva che doveva mentire. Aveva bisogno di tenerlo lì.

Variazione 14: sfumatura “sensi”.

– Strana pettinatura. Mi piace! Sei pronta? – Le chiese Antonio annusando l’aria. Limone? Spense la musica e l’atmosfera sembrò incupirsi perché si sentivano ora chiaramenti i tuoni del temporale improvviso che li stava bloccando.
– No. Voglio essere perfetta. – Silvia si stava truccando. Forse non sarebbero stati pochi minuti ma erano sicuramente ben spesi.

Variazione 15: sfumatura “Fermezza”.

– Sei pronta? – Le chiese Antonio di nuovo. La sua pazienza era alla frutta.
– No. Non me ne vado. – Silvia stava ferma in piedi in fianco al suo scrittoio. Il posto in cui aveva passato più tempo al mondo. Nulla la avrebbe allontana da lì.

Variazione 16: sfumatura “Rompicoglioni”.

– Sei pronta? – Le chiese Antonio gentile provando a cambiare approccio.
– Eh dai, basta! te l’ho già detto: no. Non vengo. –  rispose lei sbuffando. Non lo sopportava più.

Variazione 17: sfumatura “Inversione”. (qui non riesco ad inserire sensatamente “Sei Pronta?”)

– Comunque no. Non esco questa sera. –  Interruppe il silenzio Silvia.
– Ma se non ti ho chiesto nulla… – Trasalì Antonio che stava pensando alla riunione di domani mattina in cui avrebbe segnalato…

Variazione 18: sfumatura “In realtà è un sì”.

– E’ bello fuori ora. Sei pronta? – Antonio si avvicinò alla sedia in cui Silvia si era appallottolata da sola con il suo silenzio.
– No. Non è la sera per vedere gente. –  Rispose lei guardandolo e giocando con i suoi capelli.

Domani sera – lavoro permettendo – altri 30 minuti immedesimandomi in Antonio o Silvia.

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3 risposte a Parole frenate: esercizio di variazioni

  1. Maria ha detto:

    Ma che bello questo esercizio! E quante variazioni 😀 un modo per far pensare la mente e per mettere in modo la fantasia! E per immedesimarsi in panni e stati d’animo altrui!

    Piace a 1 persona

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