A quattr’occhi

Incomprensioni e chiusura, un solo sguardo in un intero pomeriggio, silenzi anche oggi e neppure una parola tra noi.
E’ pesante questa situazione; mi logora lentamente come se arrugginissi e penso che un ferro che arrugginisce al vento e alla salsedine – lui – si gode il mare.

Io, invece, penso a te, a me, a te, a me.
Troppe volte, rimuginando inutilmente senza risultati e annodandomi al passato.

A te, a me.
E mi consumo.
A te, a me.

Avrei voluto passare una sera da solo, una cena da solo. Mi avrebbe fatto bene, ma non era possibile.

Avevo cercato l’occasione buona per parlarti questo pomeriggio ma poi, tra una telefonata, un impegno improvviso con i vicini chiacchieroni del piano di sotto e la preparazione della cena, l’opportunità era svanita. Come altre – troppe – volte.

Ti avrei preso tra le braccia e guardata negli occhi, da uomo a… Ma… Ma mi sfuggisti.

Sei brava a sfuggire.
Sei veloce, anche sui tacchi; leggera e vestita a sera, leggera ma severa.

Sai essere impalpabile, fino al tramonto.
Fino al silenzio.
Seduttrice che riempi i miei pensieri. Non riempi solo il silenzio: lo vivi e lo fai tuo.
Lo hai già fatto tuo.
Me lo hai spento, se spegnerlo si può.
Non è più quel silenzio produttivo che cerco. E’ silenzio di morte, silenzio incolore.
Me lo hai rubato.

E quando prendi posto qui nel letto, sai che sei elegante, nella tua compostezza e con il tuo modo di comparire in camera ed avvicinarti a me, nel buio; le tenebre sono il tuo mondo e tu ne sei un’ombra leggera, pienamente a suo agio in questa situazione.
Sai che ti guardo, ti studio, ti ammiro e ti ho anche amata e credo che ogni tanto cerchi di capire l’effetto che ora mi fai.

Spegniamo la musica, tanto sai benissimo che non riuscirei a parlarti.
Forse baciarti? No! E’ assurda presunzione anche solo pensarlo.

Anche in questo momento ti volti dall’altra parte e non ti lasci neppure guardare. Resti gelida ed è un colpo al cuore; l’ennesimo. Non l’ultimo, di battito o colpo di questo cuore, ma il più freddo.

Non mi resta quindi che chiudere gli occhi ed augurarti sottovoce, anche questa notte: “Buonanotte, Solitudine”.

[NS (Nota Spettinata): Rimossa in quanto preziosa]

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4 risposte a A quattr’occhi

  1. Evaporata ha detto:

    La solitudine è una compagna fedele.

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  2. Pensieri effimeri ha detto:

    Fantastico quello che hai scritto…dall’inizio alla fine
    La solitudine non è mai bella ma tu l’hai resa bellissima!!

    Piace a 1 persona

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