Ipotesi di evoluzione a 4 fasi


Ho pensato ad uno scenario – costituito da 4 fasi – di evoluzione della vita su questa Terra ed in questo Universo. Mi è piaciuto immaginarlo – a modo suo mi fornisce un forte spiraglio di speranza e serenità – e mi piace esporlo.

Partiamo da questa situazione (per entrare nel giusto “mood”): supponiamo di essere una entità dotata di intelligenza – non intendo un Dio creatore ma un essere di un’altra civiltà, oppure, se preferiamo, noi stessi traslati nel passato – che abbia potuto osservare la nostra nebulosa circa 4 miliardi e 500 milioni di anni fa, quando la miscela di polveri e gas cominciava ad aggregarsi costituendo, tra gli altri corpi celesti, anche la nostra futura Terra.

Data questa situazione iniziale si sarebbe potuto ipotizzare che ne sarebbe scaturito un pianeta? (Lasciamo perdere il fatto che la domanda, rivolta a tale essere oppure a noi stessi, è retorica.)

Pianeta inizialmente “inanimato” nel senso di non abitato.

E che poi ne sarebbe nata la vita? Dalle amebe – passando per insetti, piante, animali – all’uomo?

E che tale essere, attraverso sforzi individuali e di civiltà, avrebbe poi generato vette della musica, arte, poesia, scultura, filosofia, architettura, ecc. come le opere di Beethoven, Leonardo, Dante, Einstein, Kant, Michelangelo?

A questo punto, visto che ciò è effettivamente ed incontestabilmente accaduto, restiamo nel presente e proviamo ad immaginare una evoluzione futura, senza limiti.

E’ così assurdo ipotizzare che il disegno per questo Pianeta e questo Universo contempli – ipotizzo io – 3 fasi; più una quarta che coinvolge altri pianeti. E che la fase attuale sia la seconda?

Quali sono queste 4 fasi?

1. Pianeta inanimato (tra pianeti anch’essi inanimati).
2. Pianeta animato con vita di essere progressivamente dotati di sensibilità/coscienza di vita individuale.
3. Pianeta animato con vita di essere progressivamente dotati della sensibilità/coscienza di far parte anche di un entità collettiva planetaria che affianca, arricchisce le singole vite individuali, indipendentemente dal Dominio-Regno-Tipo-Classe… (secondo la classificazione di Linneo) e relative coscienze.

La vita travalica, trascende quindi i corpi dei singoli, i relativi tempi e limiti. E trascende pure il pianeta che la accoglie. [Mi piace immaginare che lo avvolge, lo protegge.]

Singoli viventi intesi come combinazioni particolari di un essere unico, che in ognuno di noi consente di prendere coscienza di se stesso e del suo esistere.

Che opere, azioni, pensieri, scoperte ne potrebbero derivare da questa consapevolezza? Con quali impatti?

E mentre avviene questa evoluzione sulla nostra Terra, ciò accade, o forse è già accaduto, su miliardi di altri pianeti abitati. Solamente troppo lontani da noi per saperlo con la certezza derivante da osservazioni dirette.

4. Unione di entità individuali-collettive ormai fuse in un tutt’uno: singole parti del Tutto e Tutto a sua volta fuso in esse; senza contraddizioni, pienamente coscienti di appartenere e costituire una unica entità Universale.

Un continuo rimescolamento. Dove nascita e morte cambiano – forse pèrdono? – totalmente di significato.

Di nuovo: che opere, azioni, pensieri, scoperte ne potrebbero derivare? Con quali impatti? Con quale felicità e serenità? Equamente – finalmente – distribuite.

Mi piace pensare che tale entità collettiva esista già – da prima di me, di noi – ma non siamo abbastanza maturi, sensibili, aperti ad intuirla, sentirla, lasciare entrare in noi. Quando invece, credo, sia già in noi – da sempre – in quanto ci costituisce.

Ne deriviamo e la costituiamo; reciprocamente.

Le 4 fasi di cui sopra – dalla 2 alla 4 – derivano quindi da un percorso di evoluzione di sensibilità e coscienza degli esseri, me compreso. Una evoluzione della sensibilità che vedo come trigger per un passo evolutivo, non solo interiore dei singoli.

Contemporaneamente continuo a chiedermi: tutto questo – almeno per quanto di già esistente e/o di percepito da me, lasciando perdere l’ipotesi verso il futuro – non è un chiaro indizio di un disegno derivante da un volere superiore? Di un piano di un Ente Superiore?

Non solo per quanto riguarda lo scenario – visto in sé, diciamo dall’esterno – ma anche, e forse soprattutto, per quanto riguarda la mia, anche se ora poco chiara, percezione di appartenenza a qualcosa, che travalica il mio essere, il mio corpo ed il mio tempo.

Appartenenza verso questo Ente superiore che mi sta costituendo – o forse dovrei dire fondendo in me, concedendo o regalando? –  la mia attuale forma umana.

Sentirlo sulla pelle, invece che basandomi su un concetto di fede – che non ho avuto – fa una differenza enorme.

Questo mi aprirebbe al credere in Lui, nella sua esistenza  – la sua intelligenza o disegno vengono in secondo piano – indipendentemente dalla fede, ma basandomi sui fatti, di questa sequenza in corso, fino ad oggi realizzati e sul percepito/percepibile da me.

Nascita e morte, concetto di vivo e morto cambierebbero totalmente di significato.

La ricerca continua: cambieranno di significato?

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